Immense masse di uomini e di ricchezze sono già schierate
contro le potenze totalitarie. Le forze di queste potenze hanno raggiunto il
loro culmine e non possono oramai che consumarsi progressivamente. Quelle
avverse hanno invece già superato il momento della massima depressione e
sono in ascesa. La guerra degli Nazioni Unite risveglia ogni giorno di più
la volontà di liberazione anche nei paesi che avevano soggiaciuto alla
violenza ed erano come smarriti per il colpo ricevuto, E persino risveglia
tale volontà nei popoli delle potenze dell'Asse, i quali si accorgono di
essere trascinati in una situazione disperata solo per soddisfare la brama
di dominio dei loro padroni.
Il lento processo, grazie al quale enormi masse di uomini si
lasciavano modellare passivamente dal nuovo regime, vi si adeguavano e
contribuivano così a consolidarlo, è arrestato; si è invece iniziato il
processo contrario. In questa immensa ondata, che lentamente si solleva, si
ritrovano tutte le forze progressiste; e, le parti più illuminate delle
classi lavoratrici che si erano lasciate distogliere, dal terrore e dalle
lusinghe, nella loro aspirazione ad una superiore forma di vita; gli
elementi più consapevoli dei ceti intellettuali, offesi dalla degradazione
cui è sottoposta l'intelligenza; imprenditori, che sentendosi capaci di
nuove iniziative, vorrebbero liberarsi dalle bardature burocratiche, e dalle
autarchie nazionali, che impacciano ogni loro movimento; tutti coloro,
infine, che, per un senso innato di dignità, non sanno piegar la spina
dorsale nella umiliazione della servitù.
A tutte queste forze è oggi affidata la salvezza della
nostra civiltà.